



Il velario, dal lat. velarium, der. di velum «velo», è un tendone utilizzato nelle grandi costruzioni pubbliche dell’antichità (ad es. nell’Anfiteatro Flavio), allo scopo di proteggere il pubblico dalla pioggia e dai raggi solari. Era formato da varî spicchi di tela di lino, colorati, scorrevoli su anelli.

Nell’uso moderno, è un tendaggio fisso o mobile che si usa in varî tipi di edifici per scopi diversi. Nella terminologia teatrale, il termine è usato sia come sinonimo non comune di sipario sia per indicare altri cortinaggi facenti parte della scena.
Analogamente, in sale per spettacoli, concerti, conferenze, indica un tendaggio o un telo di vario tipo che ha la funzione di delimitare, secondo i bisogni, il palco sul quale si svolge la manifestazione; il nome di estende anche a diaframmi di stoffa, fissi o mobili, con i quali si regola il flusso luminoso proveniente da vetrate e in particolare, specie in musei e gallerie d’arte, da lucernarî aperti nel tetto, nel qual caso il velario costituisce il soffitto trasparente delle sale.
Le ziqqurat (pron. [ˈʣikkurat]) o ziggurat (pron. [ˈʣiɡɡurat]; cuneiforme: 𒅆𒂍𒉪 sumero: u6-nir "alto edificio", da cui deriva il calco accadico: ziqquratu, per 𒁲𒊑 zaqāru "erigere") sono strutture religiose polifunzionali, più precisamente piattaforme cultuali sovrapposte, diffuse lungo tutta la Mesopotamia, ma anche sull'altopiano iranico e nelle zone dell'odierno Turkmenistan.
Si tratta di strutture risalenti alle civiltà dei Sumeri e dei Babilonesi.
Ziqqurat di Ur (da Wikipedia)
La loro struttura è composta in genere da tre strati di mattoni in argilla mischiata con paglia e talvolta dei pezzi di canna, fatto essiccare al sole. La quasi totalità dei resti delle ziqqurat è praticamente erosa e quindi è difficile immaginarne la forma, l'aspetto e anche la funzione. È probabile, tuttavia, che l'utilizzo della maggior parte di queste strutture fosse solo l'esterno, con una rampa di scale che conduceva alla loro cima.
Lo zoccolo è un elemento architettonico che serve da basamento di una struttura di sostegno. Può anche designare la parte sporgente di una parete alla base di un edificio.
n particolare, nella divisione dei sotto-elementi classici, è il blocco di pietra che forma la parte più in basso, a contatto con il piano d'appoggio. Al di sopra si appoggia canonicamente il dado, la parte centrale e piana, e sopra ancora la cimasa.
Esempi di zoccolo
I vestiboli erano assai comuni nei templi dell'antica Grecia. A causa delle tecniche costruttive disponibili a quell'epoca, non era possibile costruire ampie campate e quindi molti ingressi avevano due file di colonne che sostenevano il tetto e creavano uno spazio separato intorno all'ingresso.
I greci li chiamavano prodromos o prothyron: si trattava di una specie di corte, situata fra la porta d'ingresso e la via pubblica, ove veniva ricevuto colui che si recava a salutare il padrone di casa in modo che, pur non entrando all'interno di questa, egli non restasse sulla pubblica via.
Il vestibolo nell'architettura romana era il cortile davanti alla porta di casa, chiuso da tre lati.
Nel periodo tardo-romano il termine prese a indicare lo spazio fra la porta d'ingresso della casa e l'Atrio. Si trattava di una via di mezzo fra una moderna sala d'ingresso e un porticato. Per entrare nella casa romana (domus) bisognava attraversare il vestibolo prima di entrare nell'atrio.
Glossario archeologico
In questa sezione proponiamo un piccolo glossario dei termini archeologici che si possono trovare nelle pubblicazioni.
Il glossario non ha la pretesa di esaustività, ma solo di fornire un primo aiuto a chi ne ha bisogno.
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